Oltre il giardino
Muzio de Tommasini nella vita civile, sociale e scientifica di Trieste
Tutti lo chiamano “giardino pubblico”; in tanti ignorano l’intitolazione a Mutius Ritter von Tommasini, suo artefice. Fu lui che, da podestà cittadino, decise di trasformare i 30 mila mq ² di verde acquistati dalle monache benedettine e destinati a una chiesa, con annessi edifici residenziali, in un parco aperto alla cittadinanza, e da botanico, scelse di arricchirlo di piante pregiate.
Il giardino prese forma nel decennio 1854-64. Vi si piantarono ben 368 specie vegetali e col tempo e poi a ospitare il 31 busti che ritraggono personaggi triestini famosi tra cui Italo Svevo (che lo scelse come sfondo per “La coscienza di Zeno”) e Julius Kugy.
Ma Tommasini ebbe anche molti altri meriti, tra i quali la presidenza onoraria della Sekion Küstenland del DÖAV, la più antica associazione alpinistico speleologica-di queste terre, oggetto di una ricerca del CAI XXX Ottobre.
Con Rossella Fabiani
storico dell’arte
Dario Gasparo
botanico

Sala Alessi al Circolo della stampa di Trieste
Dario Gasparo, Rossella Fabiani